lunedì 14 settembre 2015

AMARCORD. 14 SETTEMBRE 1980, L'ESORDIO DI PAULO ROBERTO FALCAO


Su quel ramo di lago di Como, s'è annidato un 14 Settembre come tanti, quando ancora l'Autunno ormai era alle porte. Fu uno dei primi stranieri, quindici anni di embargo e frontiere chiuse caddero sotto i colpi degli scandali del calcioscommesse, mai nuovi, mai morti.
O' Falcao.
Con il numero 5 sulle spalle – che in Brasile sta per comando do jogo, come a dire che qui comando io –, l'esordio romanzato a Como, al Sinigaglia fra lo scetticismo di molti cronicamente delusi e di altri che già lo chiamavano gaucho, ovvero meno brasiliano che c'è. E infatti fisicamente pare più uno di quei tedeschi eleganti, slanciato, viso chiaro con qualche leggera lentiggine.
Però quei tifosi dissero il vero. Divenne non a caso l'Ottavo Re di Roma.
Storia nostra.
Storia di forestieri che non sono stranieri.
E mentre l'esordio passò un po' sottotraccia nei tifosi che ancora rimuginavano su Zico, la stampa, che mai amica è, lo esaltava. Il brasiliano ha giocato splendidamente, illuminando il gioco della Roma per l’entusiasmo dei numerosissimi sostenitori che affollavano pittorescamente la curva ovest dello stadio Sinigaglia. Senza dubbio il migliore in campo fra i ventidue. Fine palleggiatore, ha saputo districarsi a meraviglia nella ragnatela a centro campo che Marchioro aveva cercato di costruirgli attorno, L'Unità, 15 Settembre 1980.
Fine palleggiatore, sì. Si perché anche nel modo di giocare mostra poche affinità con la cultura carioca. Ama smistare il pallone sempre di prima, testa alta, raro il dribbling, pure di meno i colpi ad effetto. Contrasta come un difensore, la gamba non la toglie e rilancia come un fantasista. Giocatore a tutto campo.
Giocatore a tutto mondo.
Giocatore a tutta Roma.
E quel 14 Settembre la Roma vinse per 1-0 e sebbene la stagione non portò in saccoccia alcun trofeo, questo fu solo il preludio di una storia d'amore nata su quel ramo di lago di Como.

Paulo Roberto Falcao, numero 5.