domenica 5 aprile 2015

ANTONELLA LEARDI, L'AVVOCATO PISANI E LA SECONDA MORTE DI CHARLIE HEBDO

Charlie Hebdo è già un ricordo lontano, dimenticato. O forse più che un ricordo, #JeSuisCharlie era solamente il capro espiatorio di una protesta che di rivoluzionario possedeva ben poco. Quasi nulla, perché nulla effettivamente è mutato. Capita allora che la libertà di pensiero cada sempre più nell'oblio della prepotenza verbale, in un circolo vizioso che fa della morale il proprio ossigeno. E tutto, ogni parola, ogni pensiero, ogni frase, deve essere focalizzato verso un unico punto uguale per chiunque. Questa è l'epoca in cui l'eterogeneità viene ammazzata da un branco di lupi affamato di notorietà e di prime pagine sui quotidiani. D'altronde è il mondo vergognoso del giornalismo da pochi quattrini, dove se voli t'abbattono. Dove se spacchi la morale cattolica, vieni crocifisso.
La morte non può essere raccontata su un pezzo di carta, ma nemmeno sbandierata a mezzo popolo quasi fosse una coccarda infilzata nel petto gonfio. Per ricordare, dicono alcuni. Lucro, dico io. E il libro e il film, e le interviste su ogni rete televisiva, gratuita o satellitare, e i sorrisi lanciati alle macchinette fotografiche. Chissà com'è che quel libro, Ciro vive, sia macchiato dal prezzo di copertina.
Soldi.
Lucro.
Guadagno.
Qualcosa non torna, evidentemente.
Il mondo è variopinto, cosmopolita, vagamente cangiante. E c'è chi reagisce ai drammi della vita in modo contrastante, irrazionale, chiudendosi nel guscio del silenzio e della sofferenza soffocata dai pianti. Tutto va giù in questi momenti. Però quello del silenzio non è il modello esatto, nessuno lo è. Ma c'è un limite imposto dal buon costume, dall'intelligenza di ciascun uomo, dall'educazione di base, e quando ciò viene oltrepassato, nessuno si può permettere di giudicare le proteste. Proteste non offensive. Proteste non ingiuriose. Proteste non spregevoli. Proteste che sono solamente una forma di libertà di pensiero. E quando si chiuderanno le Curve, e quando verranno inflitti punti di penalizzazione, e quando verranno intraprese azioni legali, Charlie Hebdo morirà una seconda volta. Questa, definitivamente.

Ma ciò che riempie ancor di più le vene di rabbia è la sistematica insistenza delle testate giornalistiche a voler plasmare il pensiero del popolo. E' l'omertà che soccombe di fronte al denaro, e tutti noi, nessuno escluso, siamo Alex accasciato sul letto d'ospedale, Arancia Meccanica. Solo che ai piedi del letto non c'è il Primo Ministro, ma il Dio Denaro. E la Verità, allora, si perde negli indici di chi scrive. Di chi si fa portavoce di un bene che è più falso del male. Perché nessuno ricorda il coro Tevere affogali tutti, mentre Oh Vesuvio lavali tutti è stampato sulle bocche di tutti?. Perché nessuno ricorda lo striscione Ogni parola è vana, se occasione ci sarà non avremo pietà, mentre lo striscione esposto Sabato rimarrà sulla gogna di ogni tifoso romanista.
Perché.
Questa è la differenza, e sempre lo sarà, fra chi farà per bene il proprio lavoro e chi no.
L'omertà.
Io mi addormento con la coscienza a posto, voi no.